Quest anno TangoDev ha compiuto 10 anni! Venerdì ci siamo ritagliati un momento per festeggiare questo piccolo/grande traguardo insieme a tutte le persone che hanno condiviso con noi, in qualche modo, questo percorso.
Inutile dire che è stato un momento frenetico (per una pura questione organizzativa), ma incredibilmente emozionante. La cosa che mi resterà in mente sono le facce sorridenti di clienti, fornitori, collaboratori o anche ex compagni d’ufficio. E’ stato un bel momento, un momento in cui ci siamo permessi il lusso di rallentare un attimo per goderci il presente: di questi tempi, un gesto quasi folle.
Un giro di boa di questo tipo però è anche, anzi soprattutto, una occasione per fare un “diff” tra chi eravamo nel 2016 e chi siamo oggi. Perché inutile dirlo, TangoDev non è una multinazionale, siamo due (ex?) sviluppatori e alcuni (validissimi) collaboratori: l’evoluzione di TangoDev è una diretta conseguenza della nostra crescita personale e professionale.
Sicuramente non saremo un unicorno, ma allo stesso tempo abbiamo avuto sempre la capacità (con alti e bassi) di imparare dai nostri errori, o semplicemente dalle esperienze fatte.
Questa, tra tutte, è la cosa di cui vado maggiormente fiero, e lo dico perché so che l’inerzia sarebbe la strada più semplice. Cambiare strada significa anche ammettere di aver fatto una valutazione errata, o perché no, di aver avuto dei pregiudizi.
Tante, tantissime volte abbiamo valutato male una possibilità o l’altra: strade che sembravano scintillanti si sono rivelate pressoché vuote, e altre strade, che ai nostri occhi sembravano povere, si sono rivelate fonti importanti di opportunità.
Sono orgoglioso di questi 10 anni perché qualche pregiudizio ce lo siamo tolti, e ci capita di sorridere quando ripensiamo ad alcuni punti di vista particolarmente “innocenti” che avevamo qualche anno fa.
La fonte di crescita maggiore in questi anni è stata il voler realizzare dei progetti nostri, oltre ai progetti che realizziamo per i nostri clienti. Abbiamo iniziato con Level-app, Casualis, poi VrView, SimplePostMap, DoIt, MagicMoment, ed ora WebDiff. Ogni singolo progetto è stato una immensa fonte di apprendimento. Ci ha insegnato a vedere il nostro lavoro principale, quello da dev, come un tassello del puzzle, importante sì, ma di certo non di più di altri. Se oggi possiamo guardare all’avvento dell’AI con preoccupazione ma anche con una certa speranza per il nostro futuro, è perché sappiamo che il nostro valore aggiunto, come realtà, non è di certo la parte puramente tecnica: la nostra peculiarità, oggi, è quella di essere a metà strada tra sviluppatori con tanti anni di esperienza e qualcuno che da anni realizza progetti digitali propri. E non è una cosa da poco: spesso, noi sviluppatori siamo un po’ dei muli e prendiamo decisioni che sono ben lontane dall’essere quello che i prodotti su cui lavoriamo hanno davvero bisogno.
Pensate che abbiamo persino fatto dei corsi di vendita (esperienza tra l’altro a dir poco fondamentale): mi piacerebbe dirlo al me del 2016, ingegnere del software duro e puro, per vedere la faccia.
Realizzare progetti propri, poi, ti espone a delle sfide importanti, una tra tutte avere la capacità di “togliere la spina” quando qualcosa non funziona, e avere la lucidità di non ricascare negli stessi errori la volta successiva. Su questo, devo dire, fortunatamente ci è bastato sbatterci la faccia giusto un paio di volte per capirlo.
Un altro aspetto importante di questi anni è stato vedere i nostri clienti cambiare: abbiamo sempre avuto un ricambio di clienti importante, e questo ci ha permesso di imparare moltissimo. Abbiamo spaziato dall’ente statale alla ditta di pulizie, e oggi questa esperienza ci permette di affrontare con una certa confidenza le sfide di tutti i giorni. Penso che questa confidenza traspaia davvero tanto, anche con i nuovi potenziali clienti. Questo pacchetto di esperienze però non è solo positivo: abbiamo avuto come tutti le nostre esperienze “un po’ così”, ma questo ci permette, oggi, di sapere quando è il momento di salutare un cliente con il quale è evidente che siamo incompatibili.
E per i prossimi anni? Che piani abbiamo? In questo periodo si fa fatica a prevedere cosa succederà tra un mese, ogni ipotesi sarebbe veramente buttata lì a caso. Quello che sappiamo è che oggi abbiamo alcuni collaboratori incredibili e un progetto (WebDiff) che ci sta dando delle soddisfazioni.
Non ci sono motivi per cui non dovremmo continuare su questa strada: senza chissà quali metriche o cifre da raggiungere, ma con il solo obiettivo di sentirci soddisfatti, ogni giorno (o quasi), di quello che abbiamo tra le mani.